Equo compenso, quanto ci costi?

Brutte notizie per gli acquirenti di tablet, smartphone e qualsiasi altro dispositivo abbia al suo interno uno spazio per l’archiviazione dei dati (quindi anche CD e DVD, chiavette USB, perfino i decoder avanzati per la pay tv con hard disk in grado di registrare le trasmissioni selezionate).

Fra pochi giorni entreranno infatti in vigore le nuove tariffe per l’equo compenso, la tassa volta a tutelare il diritto d’autore i cui proventi vanno alla Siae.

Ad esempio, chi acquisterà uno smartphone dovrà pagare un ulteriore sovrapprezzo dai 3 ai 5,20 euro, a seconda della capienza; va un po’ meglio per gli ormai quasi estinti cellulari privi di touchscreen e non definibili come smartphone, il cui equo compenso è di cinquanta centesimi.

Se gli hard disk esterni costano un centesimo a gigabyte (fino a un massimo di 20 euro), le smart tv hanno un “forfait” di 4 euro. Il provvedimento, più volte rimandato, ha suscitato numerose polemiche soprattutto perché la destinazione d’uso dei supporti digitali non è sempre quella di archiviazione di film e canzoni, protetti dalla Siae.

Sarà bene comunque cominciare a risparmiare fin da subito, dando anche un’occhiata alle proprie tariffe telefoniche per sapere se l’abbonamento o la ricaricabile scelti sono i più convenienti per il nostro profilo di consumo: il comparatore di SosTariffe.it può dare una mano.

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